Spaghetti Blog



Lo faccio all'italiana

domenica 12 agosto 2007

Un pò di censura

E' tremendo, per chi ama l'arte, pensare che espressioni artistiche possano essere censurate quando poi in realtà il loro contenuto risulta non essere eccessivo, semmai ironico o di forte impatto. Vi mostro, commentandoli, pochi esempi di pubblicità censurate: assolute genialate la visione delle quali è stata negata ai più, tranne che a chi se le va a cercare nel web ed ai frequentatori spaghettivori del mio blog.
Le cose belle dell'estate in questo caso sono dei bei seni che vengono paragonati a gustose mozzarelle, tra l'altro il costume ha la stessa fantasia della confezione del prodotto. Di forte impatto ma per niente volgare, non è la prima volta che una pubblicità mostra dei seni pergiunta coperti.
CENSURATA dall'Istituto Autodisciplina Pubblicitaria, il Giurì ha ritenuto che in questa pubblicità si mercifica il corpo della donna.


Fatti la (birra) Cubana, è tra l'altro scritto sulla bottiglia e non sulla donna. Ma è stata
CENSURATA perchè il doppio senso che identifica la cubana con la birra è una forma di mercificazione della donna.

Geniale. Se trasporti pacchi non puoi avere idea migliore che pubblicizzarti così. Oltre al divertentissimo gioco di parole (rinforzato da un'immagine forte ma non eccessiva) si fa un'associazione d'idee tra la cura che ogni uomo ha per il suo e quella che l'azienda ha nei confronti dei pacchi (quelli postali) dei clienti, l'intento è quindi sottolineare l'affidabilità. Non è daccordo il Giurì che l'ha
CENSURATA perchè è rappresentato un gesto volgare, sottolineato da una frase scurrile.

Squisitamente geniale. Pubblicizzare un servizio offerto facendoci dell'ironia sopra. In realtà la ditta in questione tiene veramente tuo figlio "tra le palle".
CENSURATA perchè é un messaggio diseducativo e turbante per i bimbi, ridotti ad un peso comodamente scaricabile ad altri.
Si tiene conto della psicologia infantile sempre usando canoni adulti (vedremo un'altro esempio più in fondo), in realtà un ragazzino che riesce ad intendere il senso del messaggio è già in grado di comprenderne anche il significato ironico, altrimenti afferra solo l'immagine e la parola "palle" non rievoca in lui altro che ciò che vede: palline rosse.
Chi ha detto che il sesso ha età? Il messaggio di questa pubblicità di Jeans lascia intendere che con i suoi prodotti non si smette mai di essere giovani, semmai dando una "svecchiata" allo stereotipo dell'anziano.
CENSURATA perchè l'immagine lede la dignità e la sessualità degli anziani, con un'impronta di squallore e sgradevolezza.

Qui a salvare l'immagine è il nobile messaggio che non può essere meglio lanciato che in questo modo: Perchè andare in giro con una pelliccia di animale è meno volgare che andare in giro con la propria? (tra l'altro ingrandita in fotomontaggio ottenendo anche un effetto quasi ironico)
CENSURATA in quanto la postura della donna e l'ingrandimento artificiale di un particolare corporeo non lasciano dubbi sulla volgarità del messaggio.


E ora viene il bello. Fin ora abbiamo visto dei prodotti creativi censurati. Qui assistiamo invece ad una pubblicità che in qualche modo, anche se non in maniera manifesta, suggerisce un comportamento sbagliato. Se un bambino non mangia la verdura non bisogna prenderne semplicemente atto e sostituire ad essa delle vitamine; la soluzione al problema è "educare" il pargolo a mangiare le verdure. Quale bambino, vedendo l'immagine in questione ed il messaggio pur troppo esplicito, non direbbe "ecco mamma, non darmi più la verdura che non mi piace, comprami le vitamine". Pubblicizzare un prodotto del genere in questo modo è diseducativo tanto quanto fare una reclame di un'enciclopedia a fumetti per "ragazzi che hanno poca voglia di andare a scuola", quasi ad offrire una valida e piacevole alternativa ad una cosa necessaria.
PROMOSSA perchè non si sminuisce l'importanza di frutta e verdura. E non si invita a sostituirle con le vitamine sintetiche.
Assistiamo al manifestarsi di una società allo stesso tempo bacchettona e ignorante. Si giudica apparentemente senza basi psico-sociologiche attenendosi al giudizio personale, andando contro poi ad espressioni di creatività che dovrebbero essere sottoposte al giudizio del vero destinatario: il pubblico che è poi padrone di scegliere se acquistare il prodotto pubblicizzato premiando o meno l'idea pubblicitaria esposta. E' comunque fondamentale che esista un organo di regolamentazione che stia a controllare l'eventuale presenza di contenuti improponibili, quelli veri però.

martedì 7 agosto 2007

Le foto della Sicilia!

Su Spaghetti Foto finalmente potete trovare le foto del viaggio in Sicilia dell'estate 2007.
I momenti, i volti ed i paesaggi di un'indimenticabile vacanza.

mercoledì 1 agosto 2007

Impressioni di Luglio


"Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare."

"Dormire non è poca arte, bisogna vegliare tutto il giorno per giungervi!"

F.Nietzsche


"O si pensa, o si crede."

A.Shopenhauer


"Immaginate un mondo di ciechi nati, ai quali perciò le cose e i loro nessi siano noti soltanto per quel che ne rivela il tatto. Andate a parlar loro dei colori e delle altre condizioni che esistono soltanto in virtù della luce e per la vista. Parlerete a vuoto, e sarà una fortuna se ve lo dicono, perché allora non tarderete a riconoscere il vostro errore e, a meno che possiate aprir loro gli occhi, smetterete l'inutile discorso"

Rudolf Steiner


Ah caro Rudy, in poche parole "in un mondo di ciechi colui che vede è giudicato pazzo"... tu si che mi capisci!

Arieccomi

Tornato dalla Sicilia, da una vacanza indimenticabile sia per i suoi lati positivi ma anche per quelli negativi che la hanno caratterizzata.
Ho avuto molte conferme da questa esperienza, soprattutto riguardo il rapporto tra me e gli altri e riguardo le donne ed i rapporti amorosi. Tutto non fa che porre sostegno alla visione che ho del mondo.
Torno da una vacanza frenetica da essere quasi estenuante (la conseguenza di avere amici iperattivi e fissati morbosamente col mare) ma indubbiamente divertente nonostante la mancanza di una componente fondamentale ad ogni villeggiatura che si rispetti: il riposo.
Pur dormendo neanche 6 ore a notte mi sono divertito sempre: perché ero con i miei fratellini, perché mi trovavo in un posto stupendo, perché ne ho visitati di ancor più belli, perché ho conosciuto persone speciali, buffe, esilaranti, mitiche, bizzarre, perché ho fatto fuoristrada con Giacomino, perché giocavo a beach volley…
A Messina e dintorni ho fatto begli scatti, al più presto aprirò una sezioncina su
Spaghetti Foto nella quale li condividerò con chi voglia essere partecipe dei piccoli attimi catturati prontamente dalla mia Canon.

martedì 17 luglio 2007

Ma tornerò


Non disperatevi se il blog non verrà aggiornato per il prossimo mezzo mese, vi avviso per evitare scene di isteria (femminile) pubblica, guerre civili e inutili spargimenti di sangue.

Saluti a voi che rimanete, a chi è già in vacanza ed a chi lo sarà tra breve.

Il vostro affezzionatissimo parte domattina e sarà via per ben due settimane, qualche centinaio di chilometri più a sud mi aspetta la contrada Malapezza di Spartà (Me), Giacomino sotto il gazebo a fare il barbecue (e speriamo che non vomiti), Bubba perennemente e completamente nudo in sfida al pudore pubblico, Umberto a sgridarci per aver lasciato un lago in bagno dopo la doccia (ma quest'anno Rory ha montato la tendina), le sfide ai beachvolleisti locali ed alla mitica minnazzona. Insomma quattro scemi in giro con una geep per la sicilia; e se trovo il tappo, tra una granita e una pasta alla norma, io quell'isola la affondo pure (citazione)!

Godetevi Roma che d'estate è stupenda, libera dal suo peggior cancro qual'è il traffico (e se fossi più maligno direi "e dai romani").

Bella pe voi, ci risentiamo ad Agosto

lunedì 16 luglio 2007

Me e gli altri


Per rendere la nostra vita più semplice ci creiamo degli schemi mentali nei quali rientra la normalità ed al di fuori dei quali sta ciò che definiamo strano, diverso, anormale. Sono poche le persone che riescono a rendersi conto di queste sovrastrutture, ancora meno quelli che arrivano a farne a meno. Spesso maledico il modo in cui sono, la mia continua ricerca della qualità delle cose, del giusto e del vero; invidio troppe volte chi sa abbandonarsi alle regole apparenti del nostro modo di pensare senza metterle in discussione, chi crede che una cosa vada bene così perché così va bene a tutti, chi cerca un certo tipo di rapporto interpersonale perché è così che si sta insieme. Il rapporto tra due persone è l’alchimia che si crea tra le volontà di entrambi, non c’è un modo giusto di stare insieme, di essere amici. I rapporti sono in continua evoluzione perché gli uomini che li compongono sono esseri in continua evoluzione, attraverso le esperienze che li cambiano ogni giorno, e cercare di bloccare un rapporto in uno schema fisso (ad esempio il fidanzamento, con i suoi diritti-doveri reciproci e tutte quelle cose che sembrano niente più che rituali) è una forzatura utile soltanto a semplificare la vita nel tentativo di ignorare e di non accettare la vera essenza caotica di essa.
Li invidio, i normali, perché vengono capiti. Quando si è come la maggior parte delle persone è facile essere capiti. Io per farmi capire devo mediare, mettermi nei panni di chi ascolta e per quanto possibile al suo livello nell’intento di essere comprensibile.. no, non parlo in maniera complicata, ciò che risulta di difficile approccio è il modo che ho di intendere il mondo, di interpretare la vita andando oltre ciò che appare, perché credo che i problemi vadano affrontati alla radice e a pochi è dato di afferrare qual è la vera radice di molti problemi. Si contano sulle dita di una mano le persone con le quali ho tentato di avvicinarmi in un discorso al mio vero punto di vista, sono quelle di cui ho o avevo più stima, ma chi più chi meno si è rivelato sempre un fallimento, tanto da arrivare, oltre che a rivalutare in negativo una delle persone che avevo di fronte, a rinunciare all’idea di essere capito in pieno da qualcuno. Una brutta rinuncia.
Risulta difficile se non impossibile far rinunciare a vedere le cose nel modo più comunemente accettato, mentre con le persone in cui credo ci ho sempre provato, con la maggior parte delle altre rinuncio in partenza. Il mio bisogno di fare sempre la cosa giusta viene visto come una bizzarria, divento una specie di fenomeno da baraccone quando cerco di ragionare con gli altri invece di adeguarmi al molto più di moda “si vabbè ma sti cazzi”. E quelli che cerco di fare sono i più spiccioli dei miei ragionamenti, e già per quelli gli altri mi fanno sentire un alieno, figuriamoci se mai mi azzarderei ad affrontare argomenti di un maggior livello: verrei considerato da manicomio!
Lo so che per molti di quelli che leggono posso sembrare un pazzo farneticante, ma consideratelo uno sfogo che sarebbe legittimo a chiunque si sentisse come me. Non vivo questa cosa come una tragedia, ma allo stesso tempo perdere le persone che si hanno intorno perché esse non riescono a capirti in quanto schiave dei loro schemi mentali non è divertente e non fa affatto piacere, d’altro canto si rinforzano così i rapporti con le persone che rimangono al tuo fianco perché hanno capito come saper accettarti… una sorta di selezione naturale insomma.
Perdonate l’eccessiva introspettività, spero almeno di aver dato buoni spunti per i vostri commenti.

mercoledì 11 luglio 2007

Il giorno dopo


Ho augurato la morte a troppi lupi e la stitichezza a parecchie balene, ora torno alla vita ed a dedicarmi ai miei interessi, le mie passioni, me stesso. Comunque vada sarà un successo, dicevo, ed è riuscita ad andare meglio di quanto veramente desideravo. Quest'esperienza mi ha confermato quanto sia di poco conto il giudizio degli altri, e quanto vada rivalutato il compito di ognuno di noi di conoscere il mondo e la cultura per renderne conto a nessun'altro se non a noi stessi.
Mi aspetta la vacanza con i miei fratelli, presto sarò sulle spiagge della sicilia con tre amici e una geep, godendomi quello che stavolta è indubbiamente un meritato riposo.

lunedì 9 luglio 2007

Per chi cambia canale



La pubblicità soffoca la televisione, su questo siamo tutti daccordo, ma spesso riesce a stupirci con dei prodotti di qualità e creatività: dei veri e propri cortometraggi.
Molti spot entrano a far parte della cultura generale e popolana, rendono famose ottime canzoni che non hanno avuto l'onore della notorietà pur meritandolo, ci fanno ridere.
Sono fatte per convincerti a comprare, per in qualche modo influenzare il tuo comportamento, ma se viste col giusto distacco di mente critica in molti casi spiccano per valenza artistica e offrono un buon spunto per riflettere sulla nostra società. Daltronde la pubblicità manifesta spesso i sintomi di molte delle malattie che affliggono questo mondo.
Lo spot che vi mostro è l'esempio di un buon prodotto video, che cerca di suscitare divertita meraviglia e non tanto di convincere del paradossalmente efficace effetto mostrato del deodorante. Tengo a precisare che io non uso Axe.

venerdì 6 luglio 2007

Italian history X


Una vita dedicata al lavoro, alla carriera. Una regione complicata, la Calabria, nella quale qualche anno fa ed in alcuni ambienti era impossibile raggiungere un certo livello senza accettare compromessi poco etici. Poi i tempi cambiano e gli altarini si scoprono, meglio abbandonare la barca che affonda, raggiunta l’età pensionabile e nonostante la possibilità di continuare altri anni lasciare il lavoro al quale si è dedicata l’esistenza. Una lettera di dimissioni inusualmente piena di riflessioni morali sulla propria vita, sul fatto di aver probabilmente perso l’affetto di moglie e figli a causa dell’arrivismo lavorativo, di una relazione clandestina col proprio impiego che lo aveva portato così in alto nella professione ma forse troppo in basso come uomo; nella lettera però anche buoni propositi, ricominciare da capo e recuperare una famiglia ormai distante, ridonare un senso alla propria realtà affettiva. Deve essersi reso conto, poi, che era troppo tardi; ciò che desiderava riconquistare era ormai impossibile da raggiungere. Due mesi sono pochi per arrendersi, ma possiamo immaginare quanto un uomo che aveva sostituito il lavoro alla famiglia possa essersi trovato perso in un’esistenza privata del suo senso abituale e della speranza di recuperare quello originario. Due mesi sono pochi per decidere un suicidio, rendere l’anima e la vita in quanto forse non si sa più che farne.
Nonostante non concepisca un simile gesto mi astengo dal giudicare; questa triste storia di un uomo che qui non avrà nome mi è stata affidata come esempio di vita da una brava donna, una storica seppur giovane impiegata dell’Inail. Voglio legarla ad una lettera non troppo attinente, ma molto bella e trovata su Focus di questo mese; mi evita di concludere questo post con un po’ di amaro in bocca:


I nuovi eroi-normali
Quando ero ragazzo gli eroi e i supereroi si chiamavano Tex, Zagor, Superman, Uomo Ragno, Devil, Fantastici Quattro, Batman. Oggi a 45 anni ho capito che gli eroi sono ben altri. I nuovi eroi sono persone apparentemente normali che fanno cose apparentemente normali. Apparentemente. I nuovi eroi sono persone capaci di lavorare duro, con spirito di abnegazione, perché sanno di farlo non solo per se stessi ma per il bene comune. E quanto più alta è la carica che essi ricoprono, sono capaci di stabilire con i loro collaboratori rapporti autentici, veri, con umanità ed umiltà. Mentre trattano senza timore reverenziale alcuno i potenti. I nuovi eroi sanno sopportare, oggi più che mai, una quantità incommensurabile di indottrinati incapaci, consci che il difficile non è sapere, ma saper far uso di ciò che si sa. I nuovi eroi sono coloro che assistono al quotidiano scempio di una classe politica, tutta, inetta ed incapace, e che ogni giorno hanno la forza di chiedersi che cosa possono fare loro stessi per cambiare in meglio questo Paese. Sono coloro che non ricorrono a scorciatoie o mezzucci per raggiungere uno scopo o un obiettivo, consapevoli che la strada da percorrere è impervia e irta di ostacoli, ma che la loro forza di volontà li aiuterà a percorrerla. I nuovi eroi sanno rimanere sempre retti ed onesti tra i disonesti, e aborrono la calunnia. Quando si prefiggono un obiettivo ambizioso danno sudore e passione. Se lo conseguono ne gioiscono, senza vanto alcuno. Ma quando esausti non riescono nell’intento, hanno la forza ed il coraggio di cambiare obiettivo e porsene un altro, diverso, ancora più ambizioso. E’ difficile vedere i nuovi eroi in copertina o sulle prime pagine dei giornali. Non ne hanno bisogno. I nuovi eroi si appagano del riconoscimento e della stima delle persone che vivono, lavorano, soffrono, lottano, sperano, gioiscono con loro. Ed è questo ciò che li rende veri, grandi, eroi.

Anselmo07

mercoledì 4 luglio 2007

Impressioni di Giugno




Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma del proprio corpo in rapporto alla superficie alare.

Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.


Igor Sikorsky

 

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